Bentornati astrolettori,
procuratevi un libro, aggiungeteci un pizzico di astronomia, un filo di curiosità e preparatevi a partire; se amate leggere e soprattutto non smettete mai di guardare le stelle, siete nel posto giusto!
Si sa, d’estate viene più naturale leggere, magari sotto l’ombrellone, o al fresco in pineta dopo pranzo, o nel giardino di casa con le temperature più accessibili del dopo cena, in ogni caso l’ispirazione viene più facilmente in questa stagione e io non ne sono stata immune. D’altronde mi capita spesso di alzare gli occhi e osservare il cielo, ma con esso osservo inevitabilmente anche il progressivo avanzare della luce rispetto al buio, quindi perché non informarmi di più in merito?
Ora che mi ci
fermo a pensare, ma che cos’è il buio?
“ Il buio è definito solo dalla luce… l’oscurità è considerata come assenza di luce”.
L’ho letto, riletto e poi letto di nuovo, ma non mi convince. Si può definire qualcosa solo come mancanza di altro? “E’ la luce ad essere buio diluito. La gente parla spesso in toni ammirati della velocità della luce. Il buio è molto più lento, discende lieve e silenzioso, come un balsamo per l’anima.”
Quanti di voi hanno sperimentato il vero buio? Quanti di voi sono stati immobili di notte, immersi nella natura, senza luci artificiali, né vicine, né all’orizzonte? Magari in una notte senza Luna?
Quest’estate ho vissuto un’esperienza particolare, che mi è rimasta impressa nella mente: sono andata in vacanza in Croazia e là sono stata a visitare una grotta. Arrivati in profondità la guida ci ha chiesto di rimanere immobili e in silenzio, ha spento completamente tutte le luci artificiali della grotta e siamo rimasti così per qualche minuto completamente al buio.
Buio vero.
Quello che
gli esseri umani non sperimentano mai. Il cuore ha iniziato a battere più
velocemente, gli occhi erano inutili, gli altri sensi hanno iniziato ad
affinarsi. Ogni singola gocciolina d’acqua era percepita come rumorosissima, il
respiro delle persone intorno a me si sentiva sempre più assordante e ogni
minimo spostamento d’aria veniva percepito dalla pelle come un segnale d’allarme.
Pochi minuti e le luci si sono riaccese: un brusco risveglio. La sensazione di pericolo è velocemente scivolata via e la curiosità ha di nuovo preso il sopravvento. Ma le sensazioni che ho provato difficilmente me le scorderò.
“L’essere umano è diurno.”
Anche questo
è vero, nonostante a noi astrofili piaccia la notte: osserviamo sempre le
stelle - puntini luminosissimi - creiamo telescopi per raccogliere sempre più
luce e illuminare anche gli oggetti più deboli. Anche nella notte, nel buio,
noi cerchiamo la luce. “L’essere umano… dipende completamente dalle impressioni
sensoriali, dunque per noi la luce è sinonimo di sicurezza. Non è poi così
strano, allora, se tendiamo a voler illuminare la nostra esistenza.”
Sempre più lampioni, sempre più fari, sempre più insegne luminose illuminano la notte. I cieli bui sono sempre più difficili da trovare.
“Cosa
possiamo fare per conciliare il bisogno di luce della società con il bisogno di
buio della natura?”
Alcuni spunti per rispondere a questa domanda possiamo trovarli in “Elogio del buio - Alla riscoperta della bellezza della notte in difesa dei ritmi naturali di tutti gli esseri viventi” edito da Corbaccio nel 2023.
Ho scelto questo libro perché non parla semplicemente di inquinamento luminoso, parla delle conseguenze e perché no, anche delle motivazioni per cui la notte e il buio stanno scomparendo. Conseguenze non solo per gli amanti dell’astronomia, come vedremo, ma conseguenze per tutto il mondo animale e vegetale, conseguenze per l’uomo e per tutto il ciclo della vita che è presente sulla Terra.
L’autore, Johan Eklöf, scrittore e scienziato svedese, studia principalmente pipistrelli e, appunto, inquinamento luminoso; ha avviato anche una società per la salvaguardia dell’ambiente e fa conferenze sull’argomento in giro per il mondo.
L’inquinamento luminoso è sempre troppo poco conosciuto al di fuori del mondo astronomico. Quando si parla di inquinamento viene subito in mente quello provocato dalle fabbriche e dalle macchine - cioè quello atmosferico - vengono in mente le montagne di rifiuti abbandonati nella natura - cioè quello ambientale - ecc… ma poche volte ci soffermiamo a pensare a quello luminoso. Pensiamo che il fastidio sia solo per chi il cielo l’osserva (anche se fosse vero non sarebbe meno importante, visto che comunque, per fare un esempio su tutti, la ricerca di asteroidi potenzialmente pericolosi dipende dall’osservazione del cielo notturno), ma in realtà se approfondiamo un po’ di più l’argomento ci rendiamo conto che non è così. Le conseguenze sono molteplici, in diversi ambiti, e alcune molto molto gravi, anche per l’uomo.
“L’orologio biologico, il nostro ritmo
circadiano, è antico, comune a tutti gli esseri viventi e assolutamente
fondamentale. Ogni creatura si è evoluta in un mondo le cui condizioni mutano
nel corso della giornata e dell’anno. I nostri
corpi sanno che devono aspettarsi cicli ricorrenti di luce e buio, più lunghi e
più corti.”
Ogni creatura ha impostato la sua vita - nascita, riproduzione, ricerca del cibo, migrazioni, produzione di ormoni - sull’alternarsi giorno-notte, come ci sottolinea l’autore più volte. Scombinare questo susseguirsi di luce e buio può portare a problemi gravi ed effetti a cascata su tanti altri esseri viventi. Non c’è un confine netto nel libro sui vari esseri viventi, le informazioni piovono seguendo un flusso di pensieri che però ci permette di comprendere quanto siamo tutti veramente collegati.
Per esempio, una cosa che mi ha
colpito molto è come si parli tanto di salvare le api, che stanno scomparendo a
causa dei diserbanti, ecc… e di come il loro contributo sia fondamentale per la
riproduzione delle piante e di conseguenza anche per fiori, frutti, animali e
anche l’uomo. Se le api smettono di impollinare, tantissime specie vegetali si
estingueranno. Questo libro mi ha aperto un mondo che non sapevo nemmeno
esistesse. “E’ dimostrato che, tra gli insetti impollinatori, le falene hanno
almeno la stessa importanza delle api diurne; inoltre le specie di fiori che
visitano sono addirittura più numerose di quelle visitate dalle api”.
Bene, direte voi, informazione
interessante, ma che ci incastra con l’argomento del libro? Beh… “ La vita
sulla Terra ha subito un grave collasso per cinque volte… circa il quaranta per
cento (40%) di tutte le
specie d’insetti è a rischio estinzione… ci stiamo avvicinando alla sesta estinzione
di massa… il gruppo più danneggiato è quello delle falene”.
Di nuovo, informazione allarmante, ma il motivo di questa moria? Come avrete già intuito, il motivo è l’inquinamento luminoso. Un lampione non adeguatamente schermato irradia molta più luce verso l’alto rispetto a quella realmente utile verso il marciapiede. Questa luce crea un effetto sky glow, cioè un bagliore diffuso simile a quello della Luna piena. Moltissimi insetti, durante le notti di Luna piena, non volano, ma rimangono fermi, per paura di essere predati. In questo modo però, le luci artificiali, che simulano la Luna piena, costringono gli insetti a terra non per una o due notti al mese, ma costantemente.
Inoltre, la maggior parte degli insetti, come altri animali, si orientano grazie alla Luna, alle stelle o alla luce polarizzata. Questo significa che invece di essere guidati dalle stelle per cercare un partner e riprodursi, oppure cercare cibo, vengono attirati dai nostri lampioni. Chi di noi non ha visto sciami di insetti intorno alle luci delle nostre città? Migliaia di insetti migrano dalle campagne verso i centri abitati guidati dalle luci, spopolando le campagne e poi rimangono intrappolati intorno a un lampione tutta la notte. “Molti muoiono prima dell’alba per sfinimento… quando torna il Sole, i superstiti non si sono praticamente mossi e non hanno raggiunto i loro obiettivi notturni. Non si sono procurati il nettare, non hanno trasportato il polline delle piante, non hanno trovato un partner né hanno deposto le uova”.
Molti insetti ricorrono alle stelle o alla Luna per orientarsi, alcuni sono più studiati di altri, come ci informa l’autore, gli scarabei stercorari ad esempio salgano sulla loro pallina di sterco per osservare il firmamento, anche i ragni cacciatori nelle aree desertiche si orientano rispetto alle stelle sull’orizzonte. Moltissimi tricotteri, ditiscidi e altri insetti acquatici seguono il disegno polarizzato della luce che colpisce l’acqua per orientarsi. Addirittura alcune farfalle regolano la produzione di feromoni con l’arrivo dell’oscurità. Se la luce artificiale continua a coprire le stelle e il buio non riesce più a vincere, capite bene che i meccanismi adattativi di tantissimi esseri viventi risultano obsoleti.
Non solo insetti o aracnidi però… moltissime specie di uccelli migrano. Molti seguono il campo magnetico terrestre, altri il Sole, altri, circa i due terzi di tutti gli uccelli migratori, volano esclusivamente di notte utilizzando le stelle. Come facciamo a sapere che sono proprio le stelle la loro guida? L’autore ovviamente ci spiega come un esperimento ripetuto più volte nel tempo lo abbia indubbiamente dimostrato. Sono stati messi degli zigoli in un planetario, sono state coperte via via diverse zone di cielo ed è stato dedotto che quello che veniva seguito era proprio il grande carro e la stella polare. Ma, vi dirò di più, in un planetario tutto è possibile, e questo dell’esperimento venne impostato in modo che la rotazione terrestre fosse attorno a Betelgeuse, stella molto nota a tutti gli astrofili, nella costellazione di Orione, la cosa impressionante è che questi piccoli uccellini blu, iniziarono a “migrare” seguendo proprio questa nuova stella polare.
A questo punto forse già iniziamo a intuire, andando avanti con la lettura, quanto vasto sia l’impatto dell’inquinamento luminoso nella natura, e non vi ho riportato le informazioni che vengono date sulle tartarughe, che appena nate sono programmate per seguire la luce, che in teoria è verso ovest dove c’è il mare, ma che oggi in realtà le porta verso l’entroterra dove ci sono le città. Non vi ho riportato dei coralli, delle nostre barriere coralline, che individuano da sempre nella luce del tramonto la luce ottimale per iniziare a riprodursi. Delle piante, che regolano sulle tonalità di luce la loro crescita, la luce blu violetta (più simile a quella del mattino) indica loro che è il momento di germogliare, la luce più rossa (più simile a quella del tramonto) dice loro che possono fiorire, ecc… inutile dire che le nostre luci stanno mandando tutti in confusione.
Ok, ce ne sarebbero di cose da dire,
ma ho pietà di voi e quindi mi fermo qua XD, consigliandovi però caldamente la
lettura di questo libro.
Vorrei parlarvi però un po’ di noi, di quello che succede agli esseri umani. Cosa significa per l’essere umano perdere il buio, e soprattutto l’alternanza giorno-notte?
“L’eccesso di luce artificiale ha
effetti molto negativi… interferisce con l’orologio biologico causando disturbi
del sonno, depressione, obesità… certi tipi di cancro possono essere una
conseguenza diretta dell’eccesso di luce notturna.”
Frase forte quella che ci propone l’autore. Ma al solito, non è buttata li a caso, ma analizzata e corredata di esempi ed esperimenti fatti.
“Non appena il Sole mattutino colpisce
le retine, gli sciami di fotoni inviano un segnale ai nervi del nucleo
soprachiasmatico, regione che controlla la ghiandola pineale… Questa produce la
melatonina, l’ormone del sonno… Alla luce del giorno i livelli di melatonina
restano bassi e noi ci sentiamo attivi e vigili. Quando la luce esterna
naturale diminuisce e cambia colore, la quantità di melatonina aumenta.”
Se interrompiamo la produzione di
melatonina, allungando il giorno con luci artificiali, anche i livelli di leptina restano bassi, una
delle cause dell’obesità. Avete capito bene, la luce ci fa ingrassare.
E di nuovo, un’analisi effettuata su settemila donne affette da tumore al seno ha riportato un risultato sorprendente. Fare il turno di notte a lavoro aumenta il rischio di ammalarsi. Questo vale anche per i tumori alla prostata, entrambi la cui crescita è stimolata da ormoni. “L’OMS ha inserito il lavoro notturno nei fattori di rischio per il cancro nella stessa categoria del fumo.” Si, avete letto bene. Non so se ci rendiamo conto veramente dell’impatto che un lampione può avere sulla nostra vita.
Noi esseri umani non siamo molto
diversi da tutti gli esseri viventi che popolano questo pianeta, l’evoluzione
che abbiamo subito, dopotutto, deriva dalle solite condizioni ambientali. Anche
noi seguiamo il ritmo della luce e del buio.
Perché allora, se il buio fa parte della nostra evoluzione ne abbiamo così tanto timore? Come abbiamo visto, siamo esseri diurni. “I nostri occhi si adattano al buio in modo da vederci in modo passabile, ma è un processo lento… ci vuole almeno mezz’ora perché nei nostri occhi si accumuli il pigmento giusto. E ci vuole un altro po’ di tempo per raggiungere la massima sensibilità alla luce, quella che ci permette di orientarci nelle tenebre… può svanire in un istante. Basta guardare un lampione, lo schermo del cellulare, una macchina che passa con i fari accesi per scomporre la rodopsina, il pigmento visivo sensibile alla luce. A quel punto tutto crolla come un castello di carte e l’occhio deve ricominciare da capo.”
Niente di nuovo per noi astrofili, ma
forse non tutti vi siete soffermati a pensare che anche nella nostra vita
quotidiana, quando il cielo è l’ultimo dei nostri pensieri, questo succede.
Perché utilizziamo tanti lampioni? Per una questione di sicurezza mi diranno in molti… ma siamo proprio sicuri che sia così? “Usare molte luci forti non comporta necessariamente che ci vediamo meglio. Lungo un marciapiede significa creare un tunnel di luce bianca oltre il quale non vediamo nulla. Non vediamo se dietro la luce si nasconde qualcuno, non vediamo l’architettura della città né le persone che si muovono nella sera. Per motivi di sicurezza illuminiamo sempre di più le cose, ma l’illuminazione ci abbaglia, ci rende ciechi e meno sicuri di quel che crediamo.”
Con questo, né io né l’autore, vogliamo suggerire di togliere tutti i lampioni e le luci esistenti, come al solito in media stat virtus. Molti comuni, tra i quali per fortuna quello dove abito, stanno sostituendo i vecchi lampioni a “palla”, istallando lampioni schermati verso l’alto. Meno consumo, più utilità, meno danno all’ambiente e, perché no, a noi stessi. È la soluzione? Certamente no, ma è un inizio.
E allora voglio lasciarvi con uno spunto o una sfida, come preferite, riportando le parole introduttive di questo libro che di nuovo vi consiglio di leggere. Una di queste sere, uscite, lasciatevi la città alle spalle e sedetevi nel buio. Cercate di osservare oltre la sensazione di allarme e pericolo che il vostro corpo inevitabilmente vi manderà e cercate di utilizzare tutti i vostri sensi, in primis la vista per osservare il cielo stellato.
“Nel buio sempre più fitto comincio a
rilassarmi, mentre tutte le sensazioni della giornata vengono sostituite da
esperienze più impalpabili e gli occhi si abituano pian piano alla visione
notturna. Sono entrato in un’altra dimensione, che pochi si concedono il tempo
di visitare…
Carpe noctem.”
Silvia Gingillo










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