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SEZIONE ASTROFOTOGRAFIA - Alla ricerca di nuovi filtri

Bentornati astrofotografi,

eccoci di nuovo qui per continuare questo nostro viaggio nel mondo della “scrittura degli astri”.

Fare astrofotografia diventa sempre più difficile a causa: 1) dell’inquinamento luminoso, 2) il maltempo, quindi non mi resta che andare alla ricerca sia di camere performanti e filtri che ci possono aiutare ad avere un tempo di acquisizione più breve per ottenere un discreto risultato finale.

Questa foto rende perfettamente l’idea della mia postazione per fotografare gli oggetti che sono situati a meno 45 °sull’orizzonte guardando il Sud….. L’inquinamento luminoso fa da padrone.

Il mio Setup: AM5 , ASIAIR , OBIETTIVO FOTOGRAFICO CANON 300 mm F 2,8 e telescopio rifrattore TAKAHASHI 85/450 mm F 5. Naturalmente con telescopio e Camera di guida. AM5 perché è una montatura con movimento armonico molto leggera, che porta un carico fino a 15 kg senza contrappeso, con contrappeso fino a 20kg.  ASIAIR piccolo Computer che da la possibilità di mettere in polare senza vedere il polo celeste in modo semplice e veloce. TAKAHASHI è un rifrattore quadrupletto petzval, composto da 2 lenti davanti e 2 dietro. Caratteristica importante è la sua luminosità avendo un rapporto focale di F 5 nativo. Obiettivo CANON 300 mm F 2,8 con un apertura di lente di 110 mm.

Sono entrambi strumenti con rapporto focale corto, questo mi permette di avere dei tempi di esposizione più brevi e un dettaglio dell’oggetto fotografato più nitido.

ASI 2600 MC Pro è una camera astronomica raffreddata con formato APS-C. Questa camera avendo una Full Well Capacty di 73Ke, quindi un valore alto, consente di immortalare contemporaneamente dettagli molto deboli e dettagli molto luminosi senza andare in saturazione, come il centro di una Galassia o il Trapezio che si trova al centro della nebulosa di Orione. Un’altra caratteristica di questa camera è la QE o Efficienza Quantica dell’80%, questo indica la capacità di fotoni che colpiscono il sensore e vengono convertiti in elettroni. Avendo un valore alto  ci permette di acquisire immagini più luminose e in tempi più brevi.  Anche la grandezza dei Pixel ha la sua importanza, avendo un valore di  3.76, quindi abbastanza piccoli ci permette di acquisire più dettaglio dell’oggetto fotografato. Quindi questa camera ha tutte le caratteristiche utili per fare una buona acquisizione.

Per eliminare il più possibile l’inquinamento luminoso ci dobbiamo attrezzare con filtri adeguati. Fino a poco tempo fa non esistevano filtri a banda stretta per camere a colori, la tecnologia alle volte fa passi da gigante ….. Qui abbiamo un filtro a banda stretta, ovvero da 3 nm, con bande passanti dell’HA e dell’OIII come potete vedere nel grafico riportato in basso. Essendo un filtro Dualband possiamo in un’unica sessione fotografica riprendere come segnale il rosso dell’idrogeno ed il blu dell’ossigeno, risparmiando tempo.

Per avere un risultato soddisfacente non basta avere solo HA e OIII, quindi andiamo ad aggiungere un altro con bande passanti diverse. Con  questo filtro, sempre a banda stretta da 3.5 nm, SII&H-Beta andiamo a riprendere il colore arancio-marrone per SII ed il colore blu-verde-ciano per H&-Beta.

Non poteva mancare un filtro RGB.  Questo ci permette di ottenere  un acquisizione equilibrata nei colori, essendo un filtro a banda larga, ma efficiente contro l’inquinamento luminoso come un filtro a banda stretta, eliminando anche le luci a Led.

Abbiamo descritto tutto il setup, adesso è il momento di andare a vedere i risultati che abbiamo ottenuto sulla nebulosa oscura B 33 e la nebulosa Fiamma situate nella Costellazione di Orione: in alto a sinistra abbiamo la somma di 31 foto con filtro HA e OIII. In basso a sinistra è la somma di 52 foto con filtro SII-HB. In alto a destra la somma di 26 foto con filtro RGB. Sono tutte foto da 600 secondi e come elaborazione sono calibrate solo con Dark e appena strecciate, acquisite con rifrattore TAKAHASHI 85/450 e ASI 2600 MC. Come immagini sono completamente diversi tra loro, questo ci fa avere un risultato finale con più ampio spettro, una gamma  di colori che permette di riprendere le sfumature più deboli e dettagli più nitidi. La mia postazione è ben rappresentata dalla foto in basso a sinistra con il lampione che illumina tutto dintorno.

Ed ecco il risultato finale. Sono 13 ore di esposizione. Le sfumature ed i particolari che vediamo sono visibili nella foto grazie alla combinazione dei 3 filtri sopra descritti.

Cambiamo soggetto rimanendo nella Costellazione di Orione, questa è la nebulosa ad emissione M 42. La foto in basso è il risultato della somma di 22 foto con il filtro HA e OIII, fatta con gli stessi strumenti. Come possiamo notare il colore rosso dell’idrogeno è intenso ed il colore chiaro dell’ossigeno è ripreso al centro ed intorno alla nebulosa.

In alto è la somma di 33 foto fatte con il filtro SII  e HB. Qui emerge il colore blu-verde dell’HB al centro e dintorno alla nebulosa, mentre il colore arancio-marrone del SII fa da sfondo al soggetto stesso.

M 42 risultato finale di 9 ore di integrazione. Questi 2 filtri ci hanno permesso di avere una immagine ben equilibrata sia nelle sfumature, sia nei dettagli come il trapezio che sta al centro della nebulosa.

Nuovo strumento, parliamo dell’obiettivo Canon 300 F2.8, foto in basso a destra. A questo punto ho cambiato anche il soggetto da fotografare, NGC 2237 chiamata comunemente Nebulosa Rosetta situata nella Costellazione dell’Unicorno. Questo è il primo soggetto fotografato con questo strumento, nuove emozioni, nuovo esperimento. Qui parliamo di un rapporto focale molto corto essendo un obiettivo F 2.8, quindi come abbiamo detto, molto luminoso. In questo caso sono passata da un tempo di integrazione di 600 a 300 secondi, mentre i filtri sono rimasti gli stessi. In basso a sinistra è la somma di 18 foto con il filtro RGB a banda larga, colori equilibrati. In alto a sinistra è la somma di 40 foto con filtro SII e HB, i colori sono prevalentemente azzurro-verdi al centro dell’HB  e arancio-marrone del SII tutto a torno. In alto a destra è la somma di 18 foto con il filtro HA e OIII, qui spicca il colore rosso dell’idrogeno ripreso con l’HA, al centro con un colore chiaro dell’OIII.

Qui accanto abbiamo il risultato della somma dei 3 canali HA-OIII, RGB e SII-HB, per un totale di circa 6 ore di integrazione.

Arrivati a questo punto facciamo un piccolo ma sostanziale confronto tra queste due acquisizioni. La foto in alto a sinistra è stata ripresa con il rifrattore Takahashi 85/450 mm con camera ASI 2600 MM pro con filtri a banda stretta HA, OIII e SII per un totale di 11 ore di integrazione. Mentre quella a destra è stata ripresa con obiettivo CANON 300 mm F 2.8 e camera ASI 2600 MC pro per un totale di 6 ore di integrazione. Quindi l’obiettivo prefissato di avere un setup che ci permettesse di ottenere un buon risultato con meno tempo di acquisizione l’abbiamo raggiunto.

Flavia Casini

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