Capricorn One (1978 – qui a lato una delle
locandine ufficiali), diretto da Peter Hyams, può essere senza dubbio definito
è un thriller fantascientifico che - sull’onda di tutto quello che è stato
detto ed ipotizzato sullo sbarco sulla Luna con il progetto Apollo della NASA -
affronta il tema della manipolazione mediatica e dei complotti governativi.
Dopo il successo delle missioni lunari, la NASA nel
1978 sarebbe pronta per la prima spedizione su Marte con la navicella Capricorn
One. Poco prima del lancio, però, gli astronauti Charles Brubaker (interpretato
da James Brolin), Peter Willis (Sam Waterston) e John Walker (O.J. Simpson)
ignari di quanto sta accadendo vengono improvvisamente fatti uscire dalla
capsula ad opera del personale addetto al lancio e forzosamente condotti in una
base segreta nel deserto del Nevada, dove vengono messi al corrente del fatto
che – a causa di componenti scadenti utilizzati per risparmiare nell’assemblare
la capsula – non sarebbero sopravvissuti al viaggio verso Marte. Motivi di alta
politica e di convenienza (un insuccesso iniziale comprometterebbe tutto il
programma di esplorazione del Pianeta Rosso con i relativi finanziamenti) impongono
però che l’opinione pubblica non debba venire a conoscenza di tutto ciò: a tale
scopo il governo decide di simulare l’atterraggio su Marte in uno studio
televisivo allestito per l’appunto nel deserto del Nevada.

Gli astronauti,
sotto minaccia nei confronti delle loro famiglie, sono costretti ad accettare
ed a recitare la parte, consapevoli che l’effettiva posizione del rientro della
navicella – a quel punto senza il suo equipaggio - sarà comunicata ai media soltanto
all’ultimo momento a causa di una improvvisa quanto necessaria modifica della
traiettoria: mentre i mezzi di recupero e la stampa si sposteranno nel luogo
del rientro, i tre astronauti verranno rimessi nella capsula, in modo che tutto
sembri essersi svolto nel migliore dei modi.
Il mondo intero
assiste così entusiasta alle immagini del presunto sbarco su Marte, mentre i
tre uomini vivono il dramma di essere complici forzati di una menzogna.
Ma come si suol
dire … “Il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi”! E mai detto fu più
azzeccato, in quanto l’astronave accusa un problema molto più serio di quello
ipotizzato ed esplode in volo: a questo punto i tre astronauti in vita
rappresentano un vero problema per la credibilità del governo al quale non
resta altra alternativa che la loro eliminazione fisica! Quando capiscono che
la loro vita è in pericolo, i tre astronauti tentano la fuga dal deserto. La
narrazione si trasforma in un survival thriller, con inseguimenti aerei e terrestri a dir poco rocamboleschi e spettacolari!

Fondamentale nella
narrazione la figura del reporter Robert Caulfield (Elliott Gould), amico di un
tecnico della NASA il quale gli confida fondati dubbi sulla distanza dalla quale
proverrebbero le trasmissioni effettuate da Capricorn One: i suoi calcoli la
stimano soltanto in poche centinaia di chilometri, dato assurdo se provenissero
effettivamente dall’astronave in viaggio verso Marte! Quando il tecnico della
NASA – che aveva insistito sulle sue convinzioni – viene letteralmente fatto
sparire, Caulfield si convince che qualcosa davvero non torna ed indaga,
scoprendo indizi che smascherano la cospirazione. E’ lui che si mette alla
ricerca dei tre astronauti basandosi sulle risultanze riscontrate dal tecnico
della NASA, e dopo una serie di inseguimenti aerei e terrestri a dir poco
rocamboleschi e spettacolari (nei quali è coinvolto come pilota di un biplano
un magistrale Telly Savalas che nell’immagine compare alle spalle di Elliott Gould)
riesce a portare in salvo il solo comandante Brubaker che nella scena finale arriva
proprio al funerale pubblico dei tre astronauti, ed ovviamente la sua comparsa
rivela l’inganno davanti a tutti.

Possiamo dunque affermare
che questo film è considerato un cult del cinema anni ’70, in grado di unire la
fantascienza ad un thriller politico. Gli argomenti trattati sono per il
periodo attuali ed importanti, dato che la pellicola affronta il tema del potere
dei media e la ricostruzione della realtà attraverso le sole immagini. Il
regista Peter Hyams aveva effettivamente seguito come reporter le missioni
Apollo, e per questo è stato in grado di trasformare la sua reale esperienza in
un racconto che almeno inizialmente mette in dubbio la veridicità delle imprese
spaziali. In tutto ciò, come ben si può intuire, non manca certo una suspence
ben calibrata con una prima parte dominata dal mistero e dalla tensione
psicologica, mentre la seconda si trasforma in un action movie con inseguimenti
che tolgono il fiato. Nulla da eccepire anche sul cast che risulta di
primordine: Elliott Gould porta ironia e intelligenza al personaggio del
giornalista, James Brolin è convincente come astronauta combattuto tra dovere e
sopravvivenza. La colonna sonora scritta da Jerry Goldsmith è molto indovinata,
e non fa altro che amplificare la tensione che diventa palpabile durante le
scene di fuga e inseguimento. Da sottolineare che il film uscì in un periodo di
crescente scetticismo verso le istituzioni, e la sua forza sta nel sollevare
domande: quanto possiamo fidarci delle immagini trasmesse dai media? Ancora
oggi, Capricorn One viene citato nei dibattiti sui complotti e sulle fake news,
dimostrando la sua attualità nel momento in cui ci troviamo a confrontarci con
la novità dell’Intelligenza Artificiale e delle sue “creazioni”! In conclusione
possiamo affermare che “Capricorn One” è un thriller decisamente avvincente e
provocatorio, capace di unire intrattenimento e riflessione. La miscela di fantascienza,
azione e critica sociale lo rende un film da riscoprire … insomma, se non
l’avete ancora visto … vi consiglio davvero di non perderlo!
Crediti
per la locandina e per le immagini tratte dal film: https://www.mymovies.it/film/1978/capricorn-one/
, https://www.imdb.com/it/title/tt0077294/mediaviewer/
, Warner Bros Inc.
Alberto
Villa
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