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OGGETTI CELESTI - Esempi emblematici del Catalogo di Messier

Una delle cose più affascinanti dell’astronomia è sapere che lì sopra le nostre teste ci sono tantissimi oggetti meravigliosi che noi non possiamo vedere utilizzando solo i nostri occhi. Ma se sappiamo dove guardare e con quale strumento, lo stupore e la meraviglia ci riempiranno gli occhi e la mente, tanto da voler tornare e ritornare a sbirciare quei mondi così lontani e strani per noi, ma così ricchi di curiosità, dettagli e colori.

E allora perché non provare a conoscerli meglio? Perché non perderci nei loro particolari estetici e nella loro fisica per capire che cosa sono, come sono nati, come si evolveranno?

Per farlo abbiamo deciso di seguire un catalogo che forse molti di voi già conosceranno, inizialemente intitolato Catalogue des Nébuleuses et des Amas d'Étoiles e pubblicato nel 1774 ma meglio conosciuto come il Catalogo di Messier.

Passiamo quindi subito la parola a Giuseppe Marletta.

 

Esempi emblematici del Catalogo Messier


M1 – La Nebulosa del Granchio

È l’oggetto numero uno del catalogo ed è ciò che resta di una supernova esplosa nel 1054 d.C., osservata anche dagli astronomi cinesi. Si tratta di una nebulosa a emissione nella costellazione del Toro, alimentata da una stella di neutroni al centro: il pulsar del Granchio.

Messier la descrisse come “una nebulosa senza stelle”, e solo secoli dopo si comprese la sua vera natura fisica.

 


M13 – Ammasso globulare di Ercole

M13 è un ammasso globulare di magnitudine 5,8 è appena visibile ad occhio nudo in condizioni favorevoli, in un cielo molto scuro e lontano da ogni fonte di luce; è invece facilmente visibile con un binocolo.

Si tratta dell'ammasso globulare più luminoso dell'emisfero boreale, anche se può essere osservato da entrambi gli emisferi.

Messier lo descrive come una “nebulosa senza stelle, rotonda e brillante, il centro più splendente dei bordi”.



M27 - Nebulosa Manubrio

Nota anche come Nebulosa Dumbbell,  è una celebre e brillante nebulosa planetaria visibile nella costellazione della Volpetta. Osservata per la prima volta nel 1764 è la prima nebulosa planetaria mai scoperta.

La nebulosa dista circa 1360 anni luce dalla Terra, è di magnitudine apparente 7,4 e ha un'età stimata di 9800 anni. La stella centrale è una nana bianca.

Rappresenta uno degli esempi più belli e didattici per studiare il destino che avrà anche la nostra stella.



M31 – La Galassia di Andromeda

Visibile anche a occhio nudo nelle notti limpide, M31 è una galassia spirale a circa 2,5 milioni di anni luce dalla Terra, la più vicina alla Via Lattea.

Per Messier appariva come una macchia ovale debole, ma oggi sappiamo che contiene centinaia di miliardi di stelle. È uno degli esempi più spettacolari di come un oggetto del suo catalogo si sia rivelato, in realtà, una galassia completa.

 


M42 – La Nebulosa di Orione

Tra gli oggetti più luminosi del catalogo, M42 è un vasto complesso di gas e polveri situato nella costellazione di Orione. Rappresenta una regione di formazione stellare, dove nascono continuamente nuove stelle.

Con strumenti moderni, la nebulosa di Orione si rivela in tutto il suo splendore, con colori dovuti all’emissione di idrogeno ionizzato e polveri interstellari illuminate da giovani astri.

 


M45 – Le Pleiadi

Conosciute anche come le Sette sorelle sono un ammasso aperto visibile nella costellazione del Toro. È un ammasso piuttosto vicino, a 440 anni luce dalla Terra, di giovane età stimata in circa 100 milioni di anni e conta diverse stelle visibili a occhio nudo. Sono realmente vicine tra loro, hanno un'origine comune e sono legate da forza di gravità.

L'inserimento delle Pleiadi, come pure dell'Ammasso del Presepe e della Nebulosa di Orione, è un fatto strano, dato che tutti gli altri oggetti sono molto più deboli e che Messier intendeva elencare oggetti che potevano essere scambiati per comete. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che egli si sentiva in competizione con Nicolas Louis de Lacaille, che nel 1755 aveva stilato un catalogo con 42 oggetti.


M51 – Galassia vortice

Comprende due galassie distinte, nella costellazione boreale dei Cani da Caccia. La più grande e famosa Galassia Vortice è una classica galassia a spirale. Fu scoperta da Charles Messier il 13 ottobre del 1773. La più piccola galassia compagna è parzialmente coperta da un braccio di polvere della spirale Vortice ed è stata scoperta da Pierre Méchain nel 1781.

Messier la descrive come “nebulosa doppia senza stelle piuttosto debole e con un centro luminoso”. Dista dalla Terra da 15 a 37 milioni di anni luce ed è ampia da 50.000 a 100.000 anni luce, è stata la prima galassia di cui si osservò la struttura a spirale.

 


M104 - Galassia Sombrero

È una galassia nella costellazione della Vergine, la sua vista di taglio con la sua banda oscura l'ha resa famosa ed è un oggetto privilegiato nella fotografia astronomica.

Charles Messier la aggiunse a mano alla sua copia del Catalogo dopo la pubblicazione originale dell'opera. La descrisse come una "nebulosa molto debole".

Nel 1912, Vesto Slipher scoprì che M104 aveva un grande spostamento verso il rosso, corrispondente a una velocità di allontanamento di circa 1000 km/s. Era una velocità troppo grande perché potesse far parte della Via Lattea, e fu una delle prime prove che M104 non era una semplice nebulosa, come si era pensato fino ad allora, ma una galassia indipendente.


Silvia Gingillo e Giuseppe Marletta

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